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Vienna: l’Ambasciatore Barbanti alla commemorazione della liberazione del Campo di Mauthausen

  • 18 mag 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

VIENNA - Ambasciatore italiano a Vienna, Sergio Barbanti, insieme all'Addetto alla Difesa, Colonnello Contristano e all'Addetto Militare, Colonnello Malizia, ha partecipato ieri, 16 maggio, all'annuale commemorazione della liberazione del Campo di Mauthausen, svoltasi in formato ristretto a causa della pandemia da Covid-19.
CAMPO DI MAUTHAUSEN

VIENNA - Ambasciatore italiano a Vienna, Sergio Barbanti, insieme all'Addetto alla Difesa, Colonnello Contristano e all'Addetto Militare, Colonnello Malizia, ha partecipato ieri, 16 maggio, all'annuale commemorazione della liberazione del Campo di Mauthausen, svoltasi in formato ristretto a causa della pandemia da Covid-19. Il Cimitero di Guerra internazionale sorge a circa 3 chilometri dalla cittadina di Mauthausen, in Alta Austria, nei pressi di quello che all’epoca era il lager. Vi riposano 1.766 caduti italiani della prima guerra mondiale e 1.254 caduti italiani della seconda guerra mondiale. Raccolti in sei tombe comuni, giacciono anche 8.000 serbi e 55 tra inglesi, francesi, rumeni, austriaci, cechi ed ungheresi, deceduti in seguito ad un'epidemia di tifo che nel 1915 colpì il campo di prigionia operante, all'epoca, nelle vicinanze. Come ricorda il Ministero della Difesa, i riquadri italiani sono dislocati nelle fasce laterali del Sepolcreto e fanno da cornice alla parte centrale dove, poco distante dalla Cappella votiva, sorge il suggestivo monumento in marmo di Carrara, opera dello scultore Tenente Paolo Boldrin, già prigioniero di guerra a Mauthausen. Le tombe della 1^ Guerra Mondiale furono riordinate negli anni 1922 - 1923 in tumuli individuali distinti da croci di cemento con uno o due nominativi. I rimanenti caduti italiani della seconda guerra mondiale, traslati dai cimiteri dell'Alta Austria, oltre che dal vicino lager, sono riuniti in un unico grande settore, a sinistra dell'entrata, creato dalla Commissione Italiana alla fine degli anni '50. Le sepolture raccolte in questo esteso settore, sormontate da croci individuali riportanti le generalità del caduto, appartengono ai militari e civili italiani deceduti dopo l'8 settembre 1943 nei campi di concentramento nazisti, dove erano internati. Al centro è stato collocato un grande tripode appoggiato su un massiccio basamento in granito con la scritta "AI CADUTI ITALIANI – I PRIGIONIERI DEI LAGER DI KAISERSTEINBRUCH – 1940-1945". (aise)

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