RAFFORZAMENTO DI RUSSIA E CINA PER IL MEDITERRANEO
Si è svolta il 21 aprile l'audizione in Commissione Esteri della Camera dei Deputati del ministro della Difesa Lorenzo Guerini, parte dell'indagine conoscitiva sulla politica estera dell'Italia per la pace e la stabilità nel Mediterraneo. "Sempre più evidenti nel Mediterraneo il rafforzamento di presenza e influenza di Russia e Cina, che ci interpellano quali fattori di lungo periodo - ha dichiarato il ministro.
- La Cina in particolare prosegue senza sosta un'efficace azione di penetrazione nel bacino del Mediterraneo, un approccio che si concretizza negli ambiti economici e commerciali con i quali Pechino persegue i propri obiettivi strategici. Per quanto riguarda la Russia, le cronache delle scorse settimane ci confermano quanto siano attuali le sfide poste da Mosca, anche in forme insidiose. Il Mediterraneo è divenuto oggetto di una azione di influenza russa, che specialmente attraverso il legame con il regime di Damasco ha guadagnato un agevole accesso alla regione assicurandosi una robusta presenza militare. Il ruolo svolto da Mosca nella crisi libica rappresenta una sintesi efficace della sua strategia nel Mediterraneo". Dopo aver sottolineato l'importanza per gli interessi nazionali del concetto di Mediterraneo allargato, il ministro ha affrontato il tema del ruolo italiano in Africa: "La crisi nel Tigrai rappresenta il più recente e preoccupante sviluppo delle dinamiche conflittuali tra i paesi dell'area, con riverberi diretti sia sulla sicurezza sia sui flussi commerciali che la attraversano. Per questo l'azione della difesa italiana si proietta ormai da anni ben oltre l'area geografica racchiusa nel Mediterraneo, sia in virtù dei legami storici che per contribuire alla libera circolazione dei traffici marittimi da e per Suez. Si tratta di una direttrice di traffico essenziale sia per i flussi import-export che per l'approvvigionamento energetico". "Perseguiamo una strategia della difesa che si sviluppa nell'immaginario triangolo con ai vertici il golfo di Guinea, il Corno d'Africa e la Libia - ha continuato il ministro analizzando l'azione italiana - Ritengo, tuttavia, che l'Unione Europea possa e debba fare di più per creare le condizioni economiche e sociali necessarie per far decollare percorsi di sviluppo e rendere più stabile l'area. Ho ribadito all'alto rappresentante Borrell l'esigenza di uno sforzo integrato europeo nell'Africa subsahariana. Bruxelles deve assicurare un'unica regia nell'area". Tra i tanti temi toccati durante il suo intervento, il ministro ha parlato del futuro della Libia: "Abbiamo di recente, attraverso la sottoscrizione a dicembre di un'intesa con l'allora ministro della difesa libico, stabilito un tavolo permanente con le autorità militari libiche attraverso cui definire e perseguire programmi di formazione e addestramento. Questo accordo individua specifici filoni di cooperazione quali la sanità militare, la formazione specialistica e dello sminamento umanitario". Inoltre, in ottica futura, ha affermato il ruolo italiano anche nel distendere le tensioni con la Turchia: "Il rapporto con la Turchia, paese Nato, non è esente da elementi di criticità che hanno visto alternarsi atti di provocazione a gesti distensivi. Vorrei evidenziare che le interlocuzioni a livello della difesa hanno contribuito a stemperare le tensioni, pur facendo intendere alla controparte che l'Italia non rinuncia a far valere il rispetto del diritto internazionale e dei propri interessi". Il ministro si è detto preoccupato della tendenza a territorializzare il Mediterraneo: "Quello della progressiva territorializzazione del Mediterraneo è una tendenza preoccupante, che potrebbe vedere i nostri diritti lesi, in termini di sfruttamento delle risorse marine e parimenti della loro tutela. Ritengo importante portare a termine il progetto di istituzione di una zona economica esclusiva, in fase di definizione e alla quale la Difesa sta dando il proprio contributo". Non è mancato il tema dell'Afghanistan, sul quale ha assicurato che "dopo il ventennale impegno, a partire dal prossimo 1° maggio saranno avviate le complesse operazioni di rientro del nostro contingente in Afghanistan. Credo che dovremmo avere chiara l'esigenza di supportare l'Afghanistan su cooperazione e rafforzamento delle istituzioni e delle loro forze di sicurezza".
(NoveColonneATG)































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