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MUCCI (WE THE ITALIANS) A COLLOQUIO CON LA POETESSA ITALOAMERICANA MARIA LISELLA

  • 11 feb 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

NEW YORK - Nell’anno in cui l’Italia celebra il 700° anniversario della morte del “più grande poeta della storia dell'umanità”, Dante Alighieri, Umberto Mucci, fondatore e direttore del portale Wetheitalians.com, nell’ambito della sua “ricerca di eccellenze di successo di origine italiana in tutti i campi della società americana”, ha incontrato e intervistato la poetessa Maria Lisella, nata e cresciuta a Jamaica, nel Queens, a New York, in una famiglia in cui si parlava “un misto di italiano, calabrese e inglese”.

“Ho imparato il dialetto oralmente, non ho mai scritto o letto l'italiano fino a quando sono andata a studiare in Italia come universitaria, che è stato un punto di svolta nella mia vita”, racconta Lisella, originaria di Reggio Calabria e Cosenza, ma anche di Sepino, in provincia di Campobasso, Molise.

Selezionata di recente dall'Academy of American Poets come Poet Laureate Fellow per il 2020, prima italoamericana a ricevere questo onore, terrà ora una serie di letture e laboratori di scrittura per anziani nel Queens. Con il marito, Gil Fagiani, anch’egli italoamericano, poi purtroppo scomparso, aveva fondato il Vito Marcantonio Forum, “un'organizzazione educativa dedicata a perpetuare la memoria storica e il significato del deputato progressista di maggior successo elettorale nella storia americana, Vito Marcantonio”. Poi nel 1998 “l'illustre professor Phil Cannistraro e altri accademici, attivisti come me e mio marito, ciò aiutarono a produrre una conferenza di tre giorni alla CUNY intitolata The Lost World of Italian-American Radicalism: Labor, Politics, and Culture. Quell'evento ha promosso studiosi dall'Italia e dagli Stati Uniti, stimolando conversazioni su entrambi i lati dell'Atlantico”.

Lisella è inoltre co-curatrice dell’Italian American Writers Association, “nata dopo l'omicidio di Yusuf Hawkins a Bensonhurst, New York nel 1989; è stata in parte una risposta al fatto che i media si concentravano solo sugli italoamericani più malevoli e razzisti, un gesto che in realtà diffamava tutti gli italoamericani. Sfortunatamente, furono effettivamente alcuni giovani italoamericani ad attaccare Hawkins e l'incidente divenne uno spartiacque per gli autori italoamericani e l'intellighenzia: da quel momento poterono guadagnare visibilità nei media per contrastare l'idea che tutti gli italoamericani fossero ignoranti e razzisti”.

I racconti di Lisella a Mucci continuano numerosi. Li si può leggere a questo link. (aise)


10/02/2021 - 17:19



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