ELEZIONI COMITES DI DICEMBRE UN FALLIMENTO ANNUNCIATO
Aggiornamento: 10 lug 2021
"In queste condizioni le elezioni previste per il 3 dicembre saranno inevitabilmente un fallimento".

Una presa di posizione dura quella espressa da diversi consiglieri del Comites di Montevideo durante l'ultima seduta organizzata nei giorni scorsi dove sono stati trattati diversi argomenti tra cui il rinnovo di questo organismo di rappresentanza per un voto che è stato già rimandato una volta.
Così Matteo Forceniti su “Gente d’Italia”, quotidiano edito a Montevideo e diretto da Mimmo Porpiglia. “Al centro delle criticità evidenziate dai consiglieri c'è innanzitutto il periodo della pandemia che continua a colpire specialmente l'America Latina e poi ancora la tanto già contestata ‘opzione inversa’, vale a dire far votare solo quei cittadini che si registrano previamente presso i consolati. Così come aveva precedentemente denunciato il CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all'Estero), anche per i rappresentanti dell'Uruguay questa situazione ‘provocherà una scarsa partecipazione elettorale’”, riporta il quotidiano. Il rischio dell’opzione inversa sarebbe, secondo Filomena Narducci, consigliera del Comites di Montevideo “affossare la partecipazione come è successo l'ultima volta e lo si può capire facilmente dai numeri registrati in Uruguay: nel 2004, dove si votò senza registrarsi, ci furono 17mila partecipanti su 45mila cittadini, nel 2015 invece votarono solo 4mila su 100mila cittadini". “Sulla stessa linea - scrive Forceniti - si è mostrato anche il presidente del Comites Alessandro Maggi: ‘L'Uruguay ha una grande tradizione civica eppure questo metodo ostacolerà la partecipazione come è stato già dimostrato nel 2015. Oltre ai problemi organizzativi per le liste che ci saranno, un aspetto fondamentale sarà la campagna informativa verso i cittadini che l'ultima volta è stata totalmente assente influendo sui numeri finali’. Secondo Maggi è in forte rischio la legittimità di questi organismi di rappresentanza dato che ‘una scarsa affluenza porterà il Governo a credere che i cittadini abbiano poco interesse e così si aprirà la strada a un'ulteriore riduzioni di fondi’".



























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