Belgio – ARASSIB, l’arte del dialogo

ARASSIB, l’arte del dialogo




Dal Messaggero di sant’Antonio per l’estero, febbraio 2021


Quarantotto soci e tanti anni di attività a pieno ritmo. Con una missione specifica: far conoscere l’immenso patrimonio artistico e culturale italiano alle persone che vivono in Belgio e in Francia. E con un occhio particolare alla Sicilia. Questa la mission del sodalizio Artisti Associati Siciliani di Bruxelles (ARASSIB) nato nel 1994 grazie a Felice Belfiore e Pasqualino Iannelli, e oggi più che mai attivo con l’intento di aggregare la comunità italiana e siciliana.

«Nel corso di questi anni – spiega il presidente dell’associazione, Felice Belfiore – abbiamo organizzato concerti, spettacoli, presentazioni di libri, convegni, il tutto sempre in sinergia con le istituzioni italiane presenti sul territorio, e con le autorità locali che ci hanno sempre accolto con simpatia. Siamo stati ricevuti anche dalla regina Paola. La nostra sede è stata inaugurata dal presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, e abbiamo curato la mostra al Parlamento Europeo del maestro Stefano Puleo collaborando anche all’inaugurazione della sede dell’Ufficio di Collegamento della Regione Siciliana con le istituzioni europee. Durante il viaggio di papa Giovanni Paolo II in Germania, nel 1996, la nostra associazione ha accolto i giovani papaboys italiani ed europei a Namur».

Felice Belfiore è nato a Catania e si è laureato in Letteratura straniera e Pedagogia presso l’ateneo cittadino. Oggi è in pensione ma è molto impegnato nelle attività dell’ARASSIB. «I nostri soci sono tutti molto motivati nell’ampliare la grande offerta di proposte che ha sempre caratterizzato il sodalizio, e sono impegnati anche a migliorare l’inclusione professionale. Ancora oggi numerosi titoli professionali italiani non vengono riconosciuti nel sistema giuridico belga. E questo limite deve essere superato dal legislatore attraverso accordi bilaterali specifici. Formalmente siamo cittadini europei, ma praticamente noi italiani fatichiamo ad esercitare la professione di geometri, infermieri, notai, medici, avvocati in Belgio, in Francia e in altri Paesi dell’Ue. Il nostro sodalizio lavora anche per abbattere queste discrepanze».

Felice Belfiore conosce benissimo le difficoltà professionali di chi arriva come immigrato da altri Paesi europei. Nel suo percorso professionale è stato docente alla Scuola europea di Bruxelles e oggi prosegue il suo impegno come guida turistica e pubblicista. «Io sono venuto in Belgio perché ho vinto un concorso di stato alla Scuola europea, e mi sono trasferito con mia moglie e i miei figli. Ho trovato il calore di tanti amici, non solo siciliani. Mi sento ancora italiano e torno spesso nella mia terra d’origine. Purtroppo ho constatato, in tanti anni di vita all’estero, che si legge poco in lingua italiana. I libri e i giornali italiani spesso vengono lasciati nel dimenticatoio per non parlare dei nostri idiomi locali, veri tesori, invece, della nostra identità culturale. Credo sia importante non perdere gli idiomi d’origine anche se oggi, spesso, figli e nipoti sono bilingui e trilingui». (Laura Napoletano – Il Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero /Inform)


15/02/2021

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