ITALIANI IN USA: VIVERE IN AMERICA CON IL COVID SENZA RINUNCIARE A MANGIAR BENE

- DI SABBIA AURITI



NEW YORK - Il volo della United Airline da Roma a Newark, è in orario. Sul volo c’è merce fresca (burrata, mozzarella, formaggi ed altri prodotti). Gli ordini ricevuti la settimana prima devono essere consegnati come al solito, in brevissimo tempo. New York, la città che non dorme mai, è stranamente silenziosa. La radio e i media trasmettono senza interruzione notizie devastanti sul Covid. Decessi, migliaia di ricoverati e di contagiati. In poche ore, il mondo chiude. A New York ristoranti e negozi sbarrano le porte, e le persone si barricano in casa. I prodotti non possono essere consegnati. Non ci sono ordini. Ai commessi di negozi, camerieri, manager di catene di supermercati viene chiesto di restare a casa. In meno di un mese, l’America cambia radicalmente il suo rapporto con il mondo del food sia della GDO che HORECA. Ordini rifiutati, container cancellati, magazzini con merce deperibile a terra. Che fare? Importatori e distributori hanno poche scelte. Diversificare o chiudere i battenti. L’impatto del Covid è terrificante. Duramente penalizzati sono le piccole e medie aziende, quelle specializzate nella vendita di prodotti di alta gamma provenienti dall’Italia, il gourmet. È stato allora che a Terra Foods, llc/La Mozzarè - la start up nata da pochi anni a New York con lo scopo di importare e distribuire prodotti gourmet e di qualità italiani - è diventata realtà l’idea dell’E-Commerce. In meno di due settimane, i prodotti freschi e non, arrivano sulle tavole di molti italiani che per ragioni di lavoro, familiari o per scelta vivono in America. Cruciale la tempistica nel creare un modello di lavoro diverso e differenziarsi dagli altri E-Commerce. Anche se le persone sono barricate in casa bisogna raggiungerli ed offrire prodotti di qualità, quelli regionali italiani. Arrivano sia i freschi, e congelati, e quelli a temperature ambiente. I potenziali clienti identificati sono persone abituate ad acquistare e mangiare i prodotti alimentari italiani. Viaggiano, tornano in Italia, a casa, e riconoscono i prodotti di qualità. Purtroppo l’emergenza mondiale ha trasformato tutto ciò nel giro di poche settimane, tutto è impossibile. Nessuno può viaggiare; famiglie, parenti, ed amici non possono entrare negli USA, né si può partire. Il sito E-commerce è allestito e Terra Foods store è operativo (www.terrafoodstore.com) con prodotti unici, diversi. Ai primi clienti contattati attraverso il passa parola gli ordini la consegna arriva a casa, viaggiando in macchina in una New York fantasma. Edifici sbarrati, senza traffico, sono sparite 8 milioni di persone. Nessun rumore dalla metropolitana, nessun aereo sorvola la Tri State. Al pedaggio per attraversare dal New Jersey a New York ci si impiega meno di cinque minuti invece delle solite ore di attesa. Il numero di telefono dell’E-Commerce diventa un centralino a cui chiamano italiani dal Colorado, dalla California, dalle basi militari della Virginia dove vivono famiglie di militari italiani in servizio negli USA, tutti alla ricerca di prodotti alimentari italiani. Il passa parola attraverso gruppi di italiani negli USA funziona. Chi ne fa parte vive in America per motivi di lavoro, studio, perché ha seguito il partner. Molti di loro hanno intenzione, un giorno, presto, di tornare a casa in Italia. Ed è appunto la nostalgia di casa, la mancanza di rapporti diretti con l’Italia, che trasforma un pacco contenente prodotti alimentari in qualcosa di diverso, più importate. Terra Foods diventa un legame, un filo diretto con quella Italia di cui si sente particolarmente la mancanza e i prodotti parlano di casa: dallo stracchino alla robiola, dalla piadina ai roccocò, dalla pastiera napoletana ai Pingui, ai Cipsters, ai Fonzies. Creando programmi promozionali e offrendo coupon per sconti, nasce l’idea di poter donare una percentuale delle vendite a organizzazioni culturali senza scopo di lucro: dalla NIAF all’American Red Cross, all’Italian Welfare league. Intanto, partono ordini diretti a Seattle, Nuovo Messico, Florida e Hawaii. Arrivano le telefonate con richieste specifiche per il tramezzino, pan bauletto, le merendine della Kinder, tutti i biscotti di Mulino Bianco, la mozzarella di bufala, la burrata, il caciocavallo. Qualcuno chiede orzo biologico, il gelato, la pasta integrale, pomodorini del Piennolo, buon olio, tonno Callipo e molti altri. Charcuterie e prodotti regionali, qualcuno vorrebbe persino la mentuccia romana che usava la nonna, la maionese italiana, le visciole, la porchetta, la Nduja! Attraverso i social arrivano i commenti. Per alcuni Terra Foods è diventato un filo diretto con l’Italia, ricevere un pacco è come aprire un regalo da casa, fa star bene, trasmette un senso di conforto. I bambini che non possono viaggiare chiedono i Pavesini, merendine al latte, Fiesta e Delice. Arrivano prodotti particolari che alcuni non mangiavano da anni. Ogni cliente ha una storia, un commento che vuole condividere. Altri si meravigliano. In pochi mesi, Terra Foods si trasforma in azienda amica a cui telefonare anche nelle ore piccole e chiedere “potreste portare…” quel cibo che mangiavamo in Italia durante le vacanze estive. Chi si cimenta in cucina, chiede la farina, ingredienti per la pizza. Intanto il Covid aggrava l’isolamento. I voli per l’Italia sono tutti cancellati. Arriva Natale e non si può tornare a casa. I cesti regalo sostituiscono, per quanto possibile, la presenza. Ne partono centinaia con pasta, formaggi, panettoni, torroni e di più. Un abbraccio italiano virtuale la cui reazione è sempre la stessa “per qualche minuto mi sembrava di stare a casa”. Terra Foods diventa partecipe dei momenti di gioia all’apertura del pacco documentati con foto, e messaggi. Un prodotto assaggiato ricorda la nonna, un cioccolato fa rivivere un evento particolare vissuto anni fa. Un dolce ricorda le tradizioni, il babà viene nascosto per poterlo gustare con tranquillità. Ogni prodotto porta con sé un messaggio, diventa cibo per l’anima. La mozzarella di bufala si trasforma in occasione per una conversazione tra la mamma in Italia incredula che la figlia negli USA avesse ricevuto la mozzarella di bufala campana fatta due giorni prima. Questo dialogo continua, e cresce. Chi aveva ordinato una sola volta ora è diventato cliente e sono loro a dirci: “I vostri prodotti ci riportano a casa. Sono i gusti della memoria e attenuano, per un po', la nostalgia di casa”. (sabbia auriti*\aise) * PhD e Presidente – Terra Foods, llc



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