COMITES - VOTO ELETTRONICO DEL 3 DICEMBRE 2021

ELEZIONI COMITES: SIRAGUSA E FUSACCHIA INTERROGANO DI MAIO


ROMA - Un voto elettronico in alcune sedi “pilota” per le prossime elezioni dei Comites. Questa la proposta avanzata dai deputati eletti all’estero Elisa Siragusa e Alessandro Fusacchia in una interrogazione a risposta in commissione al Ministro degli esteri Di Maio. “Stando a recenti notizie di stampa, - si legge nella premessa – la data fissata per le prossime elezioni di rinnovo dei membri dei Comites sarebbe quella del 3 dicembre 2021. In un'intervista rilasciata dal segretario generale del Consiglio generale degli italiani all'estero, Michele Schiavone (“Italiani all'estero, Comites: quando si vota? Schiavone (CGIE) a colloquio con ItaliaChiamaItalia”, ItaliaChiamaItalia, 19 marzo 2021), viene infatti dichiarato come Luigi Vignali, direttore generale per gli italiani all'estero alla Farnesina, avesse chiesto al segretario se il Cgie fosse disponibile ad accettare la proposta di quella data; ci si chiede quindi se sarà questo l'anno in cui, per la prima volta, le citate elezioni potranno avvalersi dell'innovativa modalità del voto elettronico”. “È questo – ricordano Siragusa e Fusacchia – un argomento di cui si parla da ormai nove anni: già il decreto-legge 30 maggio 2012 n. 67, infatti, dispose un riordino della normativa riguardante le procedure di rinnovo dei membri dei Comites, prevedendo la modalità del voto informatico per tale tipologia di elezioni e rinviando a un successivo regolamento l'attuazione della disposizione; questo regolamento attuativo, però, come noto, non venne mai emanato; il Ministro interrogato, rispondendo a un'interrogazione del 14 maggio 2020 sul tema, sostenne che le eventuali modalità applicative del voto elettronico sarebbero dipese dall'adeguatezza dei fondi disponibili; ciò nonostante l'analisi dell'impatto della regolamentazione avesse rilevato come il voto informatico implicasse una spesa nettamente inferiore rispetto al voto per corrispondenza”. “La legge del 27 dicembre 2019, n. 160, - ricordano ancora i due deputati – istituì – nello stato di previsione del Ministero dell'interno – un fondo, volto a introdurre, in via sperimentale, modalità innovative di espressione del voto in via digitale. Lo stanziamento disposto, per il 2020, fu di un milione di euro: cifra da destinarsi all'implementazione del voto elettronico nelle elezioni politiche nazionali ed europee. Il decreto-legge n. 183 del 2020 ha poi disposto che il Ministero dovrà adottare entro il 30 giugno 2021 il connesso decreto attuativo; l'11 giugno 2020 il Governo pro-tempore accolse l'ordine del giorno n. 9/0247l-A/003, a prima firma dell'interrogante, il quale impegnava l'Esecutivo a valutare l'opportunità di estendere la sperimentazione del voto elettronico, prevista dalla legge di bilancio 2020, anche alle elezioni per il rinnovo dei Comites”. “La legge di bilancio dell'anno seguente (legge 30 dicembre 2020, n. 178, articolo 1, comma 648) – riportano i due deputati – ha autorizzato quindi la spesa di 9 milioni di euro per lo svolgimento delle elezioni di rinnovo dei Comites e del Cgie, nonché per introdurre in via sperimentale modalità di espressione del voto in via digitale per lo svolgimento delle medesime votazioni”. Nel frattempo “l'emergenza sanitaria attuale ha ribadito e messo in evidenza la necessità, per il nostro Paese, di dotarsi di modalità inedite di esercizio del diritto al voto: ciò, per sveltire e rendere più agili le procedure attuali, anche prevedendo forme di votazione in remoto; le risapute problematiche del voto per corrispondenza – modalità attraverso la quale vengono eletti i rappresentanti della circoscrizione estera del nostro Parlamento – porta a considerare non più rinviabile l'inizio della sperimentazione del voto in via digitale”. Alla luce di queste considerazioni, al Ministro viene chiesto “se vi siano novità concernenti la partenza della sperimentazione del voto elettronico per il rinnovo dei Comites, sperimentazione che potrebbe avere un suo primo ambito di applicazione solo in alcune città «pilota», come avvenuto per la sperimentazione della carta d'identità elettronica (Cie)” e “se non sia intenzione del Governo adottare iniziative volte a permettere che anche la raccolta delle firme per la presentazione delle liste elettorali possa avvenire per via telematica”. (aise)

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