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Comites Montreal: Giordano interpella la Dgit e rinvia l’assemblea


Per fare chiarezza su cariche e procedure al Comites di Montreal, il presidente Vittorio Giordano ha chiamato in causa la Direzione generale per gli italiani all’estero della Farnesina. In attesa della sua risposta ufficiale, il presidente – la cui elezione è contestata da 7 consiglieri che ne hanno chiesto le dimissioni – ha rinviato la seconda assemblea del Comites, convocata domani, 23 febbraio.

Con la loro mozione, i consiglieri Orsi, Rabach, Miserendino, Ciccone, Quercia, Rosati e Morsella hanno chiesto le dimissioni “irrevocabili” di Giordano da “sostituire” con la consigliera Morsella; contestano la sua elezione, adducendo tra le cause anche la partecipazione “da remoto” di una consigliera. A Giordano viene imputata anche la diffusione di un resoconto non ufficiale della prima assemblea; azione che lo stesso rivendica rispedendo le accuse al mittente e alla segretaria Rabach, in particolare, che ha stilato il verbale dopo due mesi dal 16 dicembre e in modo “non veritiero”.

A tutte le annotazioni, dunque, il presidente ribatte in un lungo e dettagliato documento in cui “prende atto” della legittimazione del suo ruolo, visto che i consiglieri ne chiedono le dimissioni.

Ricordato che la presenza “da remoto” di una consigliera era stata autorizzata dal Consolato e che nessuno dei presenti il 16 dicembre ha contestato tale circostanza, Giordano ripercorre quanto accaduto durante la prima assemblea, durante la quale si sono tenute due votazioni: all’unanimità, ricorda Giordano, si è deciso di procedere al secondo voto nella stessa seduta. “Dato atto dei risultati, e proclamati gli eletti, nessuno dei membri dell’organo ebbe a eccepire alcunché”, scrive Giordano, che risultò eletto alla seconda votazione, “ratificata, senza nulla eccepire, dall'autorità consolare presente, che ha preso atto di quanto deliberato dai consiglieri all’unanimità, formalizzando, in questo modo, il passaggio ad una sessione di voto successiva, nella stessa riunione”.

D’altra parte, ricorda Giordano, la console generale Costantini già si era espressa sul punto il 24 dicembre quando, rispondendo all’esposto di alcuni dei consiglieri firmatari della mozione, scriveva: “Non posso accogliere la vostra richiesta di indire una nuova riunione in quanto il presidente del nuovo Com.It.Es. è già stato eletto, in maniera legittima, dai/dalle presenti alla prima riunione del Comitato il 16 dicembre scorso, in seconda seduta di votazione”.

Quanto alla diffusione del resoconto della riunione del 16 dicembre, Giordano respinge le accuse di essersi “sostituito” alla segretaria, che viene a sua volta accusata di non aver redatto il verbale a due mesi dalla seduta. Preparato in grave ritardo, il verbale di Rabach, accusa Giordano, è “gravemente infedele e lacunoso”, tanto da mettere in discussione “l’idoneità della Rabach a ricoprire l’incarico di segreteria”.

Arrivando alla mozione che ne chiede le dimissioni, da inserire nell’ordine del giorno dell’assemblea, Giordano cita sia la legge 286/2003 che il DPR 395/2003 per sostenere che nessuna delle due “fa riferimento a ‘rielezione’ del Presidente. Sotto questo profilo, deve anche segnalarsi che l’art. 10, 2° comma, della legge 286/2003, non prevede che la ‘mozione’ sia inserita nell’ordine del giorno della seduta successiva”.

Anche se eletto il 16 dicembre, Giordano sostiene di “non essere stato posto in grado di svolgere le funzioni previste per legge” a causa “di un ingiustificato e pretestuoso ostruzionismo” iniziato a pochi giorni dalla sua elezione. Senza dimenticare che la presidente uscente Giovanna Giordano non ha mai compiuto il passaggio di consegne, che significa tra l’altro non aver contezza della situazione finanziaria del Comites né del regolamento interno approvato dal precedente Comitato.

Ora, scrive Giordano, anche se la mozione è priva di fondamento è “tuttavia evidente che la situazione creatasi dà luogo ad una controversia relativa all’applicazione delle disposizioni della Legge 286/2003 (art. 24)”, quindi da Presidente del Comites Giordano chiede “l’intervento della Direzione Generale competente presso il Ministero degli Affari Esteri, a cui pure tale comunicazione è inviata, affinché voglia adottare, con ogni possibile sollecitudine, ogni più opportuno provvedimento, anche urgente, volto a definire la controversia e ristabilire la corretta applicazione della Legge, e, in ogni caso, pronunciandosi sui seguenti quesiti:

1) dica, previa istruttoria che vorrà disporre, della legittimità dell’elezione del sottoscritto alla carica di presidente dell’organo;

2) dica, previa istruttoria che vorrà disporre, della ricevibilità della ‘mozione’ del 23 febbraio 2022, formulata prima ancòra che il Presidente sia stato messo nelle condizioni di svolgere il proprio incarico, e comunque in difetto di qualsiasi motivazione”.

Riservandosi di “agire in tutte le altre sedi con riguardo alla fedeltà del verbale ricevuto in data 20 febbraio 2022, e redatto dalla signora Rabach”, Giordano rinvia l’assemblea convocata domani 23 febbraio “a data successiva al pronunciamento definitivo, che – ai sensi dell’art. 24 l. 2896/2003 – sarà assunto dalla Direzione Generale competente presso il Ministero degli Affari Esteri nei successivi sessanta giorni”.


(aise - iestv.tv )

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