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UN ITALIANO ALLE AZZORRE ESPATRIATO A 60 ANNI.

Aggiornato il: feb 8

Ogni volta che mi dicono:

"Quanto sei fortunato a vivere all'estero".
"Per favore, non chiamarmi più fortunato per vivere dove vivo o per aver vissuto ciò che ho vissuto. Non dire mai a un migrante che "è stato fortunato perché gli è andata bene".
Fortuna?

La fortuna è vincere alla lotteria. Il resto è avere le palle e avere una visione. È pianificare,

organizzare, pensare, risparmiare (quando possibile) e riorganizzarlo ancora. È arrivare nel paese che hai scelto e renderti conto che nessuno ti conosce e che a nessuno importa chi diavolo eri, e di chi sei. Devi dimostrarlo!

È offensivo dire a qualcuno che ti è andata bene perché è stato "fortunato".

La fortuna si crea.

Si fa qualsiasi lavoro e si progredisce, come di solito accade in un paese abbastanza stabile. Dopo tanti anni ricominci da capo e lo devi fare seriamente. Realizzare i sogni con la forza, con la testa sulle spalle. Sapersi inserire, fare amicizia, imparare la lingua e la cultura. Allenarsi, studiare, omologare lauree, seguire un lungo percorso e impegnarsi per ottenere la residenza nel nuovo Paese in cui si è scelto di vivere e continuare ad allenarsi, sacrificarsi...

Fortuna? Fortuna? No amici. Questa non è fortuna. Questa è determinazione. Questo è stringere i denti per non avere la tua famiglia al tuo fianco, perdersi molti eventi familiari nel tuo paese di origine. È perdere una persona cara a distanza e non avere l'opportunità di essere lì per salutarla. Ma è anche scegliere il proprio destino. Devi avere coraggio. Devi avere lucidità di mente e forza di spirito. È poter dire "Mi dispiace che tu non sia d'accordo ma guiderò il mio destino".

Può sembrare duro, scioccante, ma lascia che ti dica che emigrare non è per tutti. Ci vuole una certa follia, un certo attaccamento all'avventura e distacco dal solito e coraggio per affrontare l'ignoto. Fame di imparare, conoscere e progredire. Gli emigranti pagano la "fortuna" molto cara. E lo rifarebbero mille volte. E’ non aver paura di "ricominciare". L'emigrante ha uno spirito indomabile e di fortuna pochissima. Di coraggio, di coraggio e fatica, tanta. Alle care persone che hanno avuto la mia stessa "fortuna", brindo al loro coraggio !!!! Riflessioni di un ragazzo che vive all'estero.


Rodolfo Rizzo.

Un italiano espatriato all'età di 60 anni:


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