RAPPRESENTARE GLI ITALOAMERICANI NEL MONDO DELLO SPETTACOLO: (WE THE ITALIANS)
- Gabriella Indaco - Booking-Art.com
- 18 mar 2021
- Tempo di lettura: 2 min
RAPPRESENTARE GLI ITALOAMERICANI NEL MONDO DELLO SPETTACOLO: MUCCI (WE THE ITALIANS) INCONTRA IL NOIAFT
ROMA - “Nella comunità italoamericana si trovano molti esempi di meravigliose personalità che hanno dato un grande contributo a qualsiasi campo della società, della cultura, dell'economia americana. Nessuno escluso. Uno di quelli nei quali sono davvero centinaia gli esempi di eccezionalità è il campo dello spettacolo. È per questo che è molto importante il lavoro svolto dalla NOIAFT, National Organization of Italian Americans in Film & Television. Sono molto felice di dare il benvenuto su We the Italians alla sua fondatrice, una giovane e bella italoamericana che ringrazio per quanto fa in questo settore: Taylor Taglianetti”. Questa la premessa dell’intervista che Umberto Mucci, fondatore e direttore del portale “We The Italians” ha realizzato e pubblicato in queste ore a Taylor Taglianetti. “D. Taylor, prima di tutto per cortesia raccontaci qualcosa di te e del tuo rapporto con l'Italia: da dove viene la tua famiglia e cosa pensi dell'Italia? Sono italoamericana e vengo da Brooklyn, New York. I miei bisnonni sono di Salerno, in Campania, e di Potenza, in Basilicata. La mia famiglia vive ancora a Potenza. La prima volta che sono andata in Italia è stato con la National Italian American Foundation (NIAF) attraverso il loro programma Voyage of Discovery. Ero una dei venti studenti selezionati tra migliaia in tutta la nazione per viaggiare in Puglia e partecipare a opportunità educative e di servizio. Siamo stati lì per dieci giorni e abbiamo visitato diverse città. È stato il mio primo assaggio dell'Italia e quel viaggio è stato una delle principali ispirazioni per cui ho deciso di iniziare la mia associazione. Rimasi davvero sopraffatta dalla storia e da tutte le vicende di cui ci parlarono. Anche se ero appassionata della mia cultura, c'era così tanto che non sapevo e volevo condividere questa conoscenza con gli altri. Ho trovato entusiasmante l'idea di sposare la mia passione per le mie radici culturali con la mia passione per il racconto”. L’intervista completa a questo link. (aise)
16/03/21































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