L’AICS IN BOLIVIA: GENERE E SALUTE PER PREVENIRE IL CANCRO AL COLLO DELL’UTERO

Cooperazione allo sviluppo


LA PAZ - “L’importanza di lavorare sulle disuguaglianze di genere per promuovere programmi di screening del Papilloma Virus Umano a favore della popolazione femminile boliviana”. Ne parla Silvia Traina, programme officer dell’AICS La Paz, in un articolo pubblicato sul portale dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, che riportiamo qui di seguito. “Ogni anno in Bolivia vengono diagnosticati più di 1900 casi nuovi di cancro al collo dell’utero, che si classifica come il cancro più comune tra le donne boliviane con un’età compresa tra 15 e 44 anni, e all’incirca 1000 morti all’anno causate da questo cancro. In Italia, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, si stima che nel 2012 si siano verificati 1515 nuovi casi di cervico-carcinoma con un tasso d’incidenza grezzo pari a 5,3 per 100.000 donne e standardizzato per età pari a 4 per 100.000 donne e 697 decessi mentre in Bolivia le stime dell’ICO/IARC identificano per il 2018 un tasso d’incidenza standardizzato per età pari a 38,5 per 100.000 donne e un tasso di mortalità standardizzato per etá pari a 19 per 100.000 donne all’anno (in Italia nel 2012 questo tasso era pari a 1,5 per 100.000 donne). Anche se le stime presentano una situazione allarmante, la buona notizia è che il cancro al collo dell’utero è uno dei pochi cancri prevenibili attraverso programmi di screening specifici come dimostrano i dati relativi all’incidenza e alla mortalitùà in Italia che, in linea con i paesi europei, indicano una riduzione accentuata appunto con l’introduzione di programmi organizzati di prevenzione che dal 1994 si sono consolidati su tutto il territorio nazionale. Attualmente in Bolivia esistono due approcci per la vigilanza e il controllo dell’incidenza del carcinoma cervicale: la prevenzione secondaria basata sul PAP test per identificare precursori del tumore con conseguente colposcopia e trattamento se necessario, e la prevenzione primaria con il vaccino contro l’HPV (Human Papiloma Virus) previsto per tutte le bambine con un’età compresa tra 10 e 12 anni. Nonostante il PAP test venga offerto gratuitamente dal 2015 a tutte le donne con un’età compresa tra 25 e 64 anni, la copertura è molto bassa in tutto il paese, tra il 20 e il 35% della popolazione target nelle diverse regioni. Al contrario, la copertura del programma di vaccinazione contro l’HPV che si sta implementando dal 2017 ha raggiunto il 64% della popolazione target ma i suoi effetti saranno apprezzabili tra 10-15 anni. Tra le cause della limitata copertura della prevenzione mediante PAP test troviamo sia barriere pratiche (difficoltà di accesso ai centri di salute, soprattutto nelle zone rurali del paese; ritardo nel risultato che può arrivare anche dopo diverse settimane o mesi dal prelievo) che culturali/sociali (scarsa fiducia nei medici, maschilismo). Il programma pilota implementato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo prevede lo screening mediante test HPV con promozione dell’auto-prelievo e risultati immediati grazie alla tecnologia GeneXpert affinché la prevenzione del cancro del collo dell’utero sia maggiormente accettata, efficace ed effettiva. Accompagna il programma una campagna realizzata dall’OSC locale “Centro de Promoción de la Mujer Gregoria Apaza” che promuove l’uguaglianza nell’accesso alla salute per il riconoscimento e l’esercizio effettivo dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne. Il titolo della campagna “Cuidandote nos cuidamos todas y todos” sottolinea l’importanza della corresponsabilità nell’esercizio del diritto alla salute, corresponsabilità in senso amplio, familiare ma anche comunitario. Prendendoti cura di te, ci proteggiamo tutte e tutti. In questo momento di pandemia globale la promozione di una responsabilità condivisa per l’esercizio pieno del diritto alla salute risulta fondamentale, non solo per la prevenzione del cancro del collo dell’utero causato dal Papilloma Virus Umano ma anche per la protezione dalla diffusione del virus SARS-CoV-2”. (aise)


11/03/21

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