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Il Presidente del Consiglio Draghi ha incontrato a Roma il Primo Ministro olandese Rutte.


Non sono riuscito ancora a convincerlo sull’importanza di mettere un tetto al prezzo del gas, ma mi ha assicurato che non c’è nessuna prevenzione di principio


Voglio prima di tutto ringraziare e dare il benvenuto al primo ministro Mark Rutte per la sua visita a Roma, che segue un incontro bilaterale che abbiamo avuto a Bruxelles due settimane fa. I nostri Paesi sono uniti da rapporti molto buoni, dal commercio alla cultura, all’università. Nel 2021 l’interscambio tra i nostri Paesi ha raggiunto i 40 miliardi di euro e ci auguriamo che possa crescere ancora di più in futuro. Italia e Paesi Bassi sono unite nella vicinanza all’Ucraina, ai suoi cittadini, alle sue istituzioni. E sono unite nella difesa dei valori fondanti dell’Unione europea e del legame transatlantico.

Ribadiamo la nostra più ferma condanna per le stragi di civili documentate in questi giorni, e chiediamo che si faccia piena luce sui crimini di guerra. Mosca dovrà rendere conto di quanto accaduto. Chiediamo alla Russia di cessare immediatamente le ostilità e di sedersi al tavolo dei negoziati. La Commissione europea ha appena annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni che l’Italia appoggia con convinzione.

Siamo pronti a ulteriori passi anche sull’energia insieme ai nostri partner europei. L’Ue deve mostrare la stessa convinzione e la stessa rapidità mostrata per aiutare l’Ucraina nel sostenere i suoi cittadini e le sue imprese. L’esperienza della pandemia offre un ottimo esempio di come l’Unione europea abbia saputo adottare strumenti innovativi quando ha fronteggiato una crisi di quelle dimensioni. Dobbiamo ritrovare lo stesso spirito sul fronte della politica energetica e della politica economica. C’è bisogno di soluzioni strutturali che limitino il prezzo dell’energia per difendere il potere d’acquisto delle famiglie e la capacità produttiva delle imprese. I nostri governi hanno fatto la loro parte, continueranno a farla, ma gli interventi di politica energetica non possono gravare soltanto sul bilancio pubblico nazionale. Devono essere strutturali.

Nello scorso Consiglio europeo abbiamo condiviso un ampio pacchetto di possibili misure che sono ora all’esame della Commissione. Ora è il momento di agire. Allo stesso tempo dobbiamo prendere delle decisioni su come gestire le enormi spese che i nostri governi si trovano a fronteggiare. Italia e Olanda condividono la necessità di rendere le nostre economie più moderne, più competitive ma anche più solidali. I costi della guerra si aggiungono agli investimenti per la transizione ecologica, la transizione digitale, la difesa comune. Queste spese sono insostenibili per qualsiasi bilancio nazionale. Dobbiamo trovare nuovi strumenti per affrontarle, assicurandoci allo stesso tempo che le risorse siano spese con efficacia e con onestà.

DOMANDE

Jacopo Matano (Tg3): Entrambi vi siete detti pronti a fare ulteriori passi nei confronti della Russia. L’Europarlamento ha approvato poco fa una risoluzione per lo stop immediato al gas russo, quindi volevo capire se c’è stato un confronto tra di voi su questo, anche in vista dei prossimi appuntamenti europei e visto che anche l’Olanda – come l’Italia – è abbastanza dipendente dal gas russo. Un’altra domanda per il Presidente Draghi: stamattina c’è stato un nuovo affondo della Russia nei confronti dell’Italia. La portavoce del Ministero degli Esteri, Zakharova, ha detto “le sanzioni italiane denotano un atteggiamento indecente da parte dell’Italia”. Quale è il suo commento?

Presidente Draghi: Sono d’accordo con il Primo ministro Mark Rutte. Sciogliersi dalla dipendenza del gas è difficile. Dobbiamo avere in mente che questa può essere una prospettiva, specialmente se la guerra continua e continua con le atrocità che abbiamo visto. Allo stesso tempo, però, dobbiamo procedere sulla diversificazione delle fonti di approvvigionamento che è la cosa più rapida che si possa fare oggi. Ma anche sulla diversificazione verso forme di energie alternative, in particolare le rinnovabili. In questo ambito dobbiamo fare veramente un passo avanti. Dobbiamo rendere possibili in tempi molto, molto rapidi le autorizzazioni che stanno fermando oggi l’installazione di nuove fonti di energia. Credo che ci sia anche su questo un buon consenso all’interno del governo. Si tratta di procedere con rapidità, cosa che faremo nel prossimo Consiglio dei Ministri o quello successivo. Occorre inoltre sostenere il potere d’acquisto delle famiglie. Aiutare le famiglie soprattutto quelle più povere e aiutare le imprese, soprattutto quelle che consumano più energia. Questo il governo lo sta facendo. Ieri c’è stata la conferenza stampa sul Def in cui abbiamo annunciato la disponibilità del governo e la consapevolezza del disagio sociale che un prolungamento di questa situazione di altissimi prezzi dell’energia, e anche di inflazione in generale soprattutto sui beni alimentari, può provocare. Quindi la disponibilità c’è. Bisogna muoversi su diverse strade. Già una volta ho osservato come pagare questi prezzi, che sono completamente diversi dei prezzi del gas mondiale, significa sostenere l’economia russa. Finanziare, in un certo senso, in maniera inconsapevole e indiretta la guerra.

Se non si riesce a fare un blocco, del tipo di cui si parlava, l’alternativa potrebbe essere imporre un tetto al prezzo del gas utilizzando il potere di mercato che ha l’Europa come il più grande acquirente di gas. E questa è un’alternativa di cui abbiamo brevemente discusso con Mark, e continueremo a esaminare gli aspetti favorevoli di questa alternativa e le eventuali obiezioni. Noi, e non solo noi, tanti Paesi sono convinti che i benefici di questo siano superiori agli eventuali problemi. Continueremo a discuterne e il punto d’arrivo sarà il Consiglio Europeo di maggio.

Quanto poi alla dichiarazione sulle ‘sanzioni indecenti’: di indecente ci sono solo i massacri che vediamo tutti i giorni.

Maarten van Aalderen (De Telegraaf): Volevo fare una domanda sulla questione del tetto al prezzo del gas. Non è riuscito ancora a convincere il premier Rutte dell’importanza di mettere questo tetto?

Presidente Draghi: No, non sono riuscito ancora a convincerlo, ma il premier Rutte ha fatto un passo fondamentale, perché mi ha assicurato che non c’è nessuna prevenzione di principio sull’idea di mettere un tetto al prezzo del gas. Si è detto disponibile ad esaminare tutte le ragioni a favore ed avere una discussione aperta sulla questione, che è sicuramente più di quanto avesse fatto finora. (Inform)

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