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Crisi Russia-Ucraina, audizione dei Ministri Di Maio e Guerini davanti alle Commissioni congiunte


Si è tenuta davanti alle Commissioni congiunte Esteri e Difesa l’audizione del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio e del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini sulla crisi tra Russia e Ucraina. Di Maio ha parlato di una crisi oramai al centro dell’azione di governo a livello comunitario. “E’ un conflitto aperto da quasi un decennio ai confini dell’Europa, a soli duemila chilometri da Trieste. L’Italia ha sostenuto azioni umanitarie lungo la linea di contatto in Ucraina orientale. Ci siamo occupati di sicurezza alimentare e assistenza socio-sanitaria all’infanzia ma anche di educazione al rischio mine a favore dei bambini, la cui vita è minacciata in quello che è diventato il terzo Paese più minato al mondo”, ha spiegato Di Maio ricordando che 16 connazionali sono impegnati nella missione speciale Osce per la rivelazione sul terreno dell’impatto sulla popolazione dell’azione condotta dalle parti. “Sin dal 2014 l’Italia ha sempre sostenuto la sovranità dell’Ucraina insieme a partner e alleati”, ha aggiunto Di Maio precisando come al contempo la posizione italiana sia di condanna rispetto all’annessione della Crimea da parte della Russia, ciò attraverso la partecipazione italiana alla cosiddetta piattaforma per la Crimea. “In linea con gli accordi di Minsk l’obiettivo è di arrivare alla pace in Ucraina orientale. Fonti della Nato rilevano un dispiegamento di 100 mila uomini da parte della Russia più mezzi pesanti al confine con l’Ucraina dislocatI anche in Bielorussia e Crimea mentre gli Usa hanno schierato altri 3 mila uomini in Europa come risposta. In questo quadro pesano anche le problematiche energetiche”, ha evidenziato Di Maio sottolineando come tuttavia i vertici ucraini ritengano poco probabile un’invasione russa. “La nostra Unità di Crisi ha mantenuto un approccio equilibrato nell’aggiornare i connazionali ed i piani di emergenza. La questione riguarda però non solo l’Ucraina il rapporto è tra Russia, Nato e Ue”, ha aggiunto Di Maio precisando come il confronto abbia avuto un momento importante nel consiglio Nato-Russia del gennaio scorso. Il Ministro degli Esteri ha altresì rilevato come l’intera architettura di sicurezza europea passi necessariamente proprio per un confronto costruttivo tra le parti. La Nato non può rinunciare al principio della ‘porta aperta’ e agli impegni verso Kiev e Tbilisi assunti nel vertice di Bucarest per un’entrata futura di Ucraina e Georgia”, ha evidenziato Di Maio precisando come la posizione debba essere quella di un rapporto duale con Mosca evitando escalation di violenze. Guerini ha a sua volta rilevato come lo schieramento di uomini e mezzi da parte di Mosca e la conseguente postura difensiva di Kiev rappresentino un problema. Il Ministro della Difesa ha voluto precisare come la narrazione in campo tra le parti sia dettata anche da fattori storico-culturali che vedono legate Russia e Ucraina mentre dal punto di vista militare si può parlare di un seguito agli eventi del 2014, quando le forze armate russe invasero la Crimea. Guerini ha parlato di una serie di operazioni militari che nel tempo hanno riguardato l’area di influenza e controllo della Nato: attualmente l’Italia opera in Lettonia, in Romania e nel Mediterraneo orientale. “La situazione di crisi attuale richiede però ulteriori adattamenti alla postura di deterrenza”, ha aggiunto Guerini evidenziando come il consiglio atlantico abbia dato prova di unità d’intenti chiedendo alla Russia un’azione di riduzione dell’escalation per una soluzione diplomatica e di trasparenza militare. “Non è stata quindi esclusa la possibilità di un approccio costruttivo con la Russia basato sulla reciprocità per una politica di sicurezza. Questo al contempo incrementando la vigilanza nell’area per un monitoraggio costante della Russia rafforzando i dispositivi già predisposti dal consiglio alleato”, ha sottolineato Guerini. Enrico Letta (PD) ha ricordato che dalla caduta del Muro di Berlino non si sia mai stati così vicini ad un conflitto. “Dobbiamo essere consapevoli di questa escalation e delle conseguenze possibili se oggi venissero sbagliate le mosse e se ci fossero comportamenti non adeguati. Questo è il momento di dimostrare quanto l’Europa sia unita”, ha rilevato Letta. Vito Petrocelli (M5S) ha ricordato la necessità di valorizzare la diplomazia parlamentare e interparlamentare . “Con Minsk abbiamo in campo questioni che riguardano molte famiglie italiane come ad esempio sul fronte delle adozioni”, ha aggiunto Petrocelli. Andrea Delmastro (FDI) ha parlato di una crisi che potrebbe diventare un’opportunità per ridisegnare i rapporti con la Russia difendendo l’inviolabilità dell’Ucraina. “E’ necessario però parlare con una sola voce come Europa e far guadagnare la Russia alle ragioni europee sottraendola all’abbraccio dell’egemonia cinese”, ha rilevato Delmastro. Laura Garavini (IV) ha parlato di un tempo del dialogo consapevoli che l’escalation della tensione può avere effetti devastanti per gli equilibri di sicurezza per l’intero continente. “Non è tollerabile un attacco all’integrità territoriale dell’Ucraina e non è accettabile la pretesa della Russia di imporre vincoli ai singoli Stati limitandone il libero accesso ad un’organizzazione internazionale quale la Nato”, ha spiegato Garavini ribadendo la necessità di un intervento europeo unitario ed esprimendo preoccupazione per la decisione di Putin di non partecipare alla prossima conferenza di Monaco. Erasmo Palazzotto (Leu) si è chiesto quale sarà l’uscita da questa crisi visti anche i rapporti tra Russia e Cina. “E’ evidente che ci saranno nuovi equilibri ma non siamo in ritardo per costruire un ruolo per l’Europa”, ha commentato Palazzotto invitando a ripensare il ruolo della Nato. Piero Fassino (Pd) ha auspicato la formula di lavorare per il meglio per evitare una precipitazione degli eventi. “Il primo passo per diminuire l’escalation però lo faccia la Russia. Mosca si muove con l’idea delle sfere d’influenza e non possiamo più accettare logiche bipolari di sovranità limitate”, ha dichiarato Fassino. Di Maio ha replicato agli interventi auspicando la vittoria della diplomazia e della pace in un percorso svolto con gli alleati. “Discussione ferma su ciò che non condividiamo e non dobbiamo far finta di non vedere oltre centomila soldati. Siamo tra quei Paesi che stanno cercando di tenere il fronte unito”, ha ribadito il Ministro degli Esteri plaudendo alla strategia di Macron. “Il ruolo europeo resterà fondamentale se svilupperemo tutto quello già messo in piedi tra cui gli strumenti sanzionatori e la deterrenza”, ha sottolineato Di Maio che vede nell’energia un tema cruciale. Guerini ha invece replicato sottolineando l’impossibilità di concessione a spazi di ambiguità e un impegno per un ruolo ambizioso da parte dell’Ue. “Trasparenza e collaborazione su minacce comuni sono temi con cui costruire un approccio con la Russia”, ha aggiunto Guerini sottolineando come il tutto debba però avvenire sempre nell’ottica dell’alleanza atlantica. (Inform)

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