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Comites e CGIE: l'ultima possibilità per le nostre rappresentanze elette - di Carmelo Vaccaro

Benvenuti nel mondo degli italiani all'estero.
ITALIANI ALL’ESTERO - CGIE - COMITES

GINEVRA - Dopo oltre un anno dalle elezioni dei membri del CGIE, svoltasi il 9 e 10 aprile 2022, finalmente, il 19 giugno scorso, si è tenuta l’Assemblea plenaria d’insediamento dei 43 consiglieri eletti dall'Assemblea Paese nel mondo e i 20 consiglieri nominati dal governo. Per la Svizzera nel CGIE sono presenti: Giangi Cretti, Roger Nesti, Barbara Sorce, Giuseppe Rauseo, l’on. Toni Ricciardi e Michele Schiavone. Tra le conferme eccellenti, spicca la riconferma del Segretario Generale Michele Schiavone, a cui spetta l'arduo compito di guidare il CGIE per avviare la stagione delle riforme della rappresentanza che potrebbero dare vita a forme diverse di rappresentanze elette, innovative e forti. Ho incontrato il Segretario Generale Michele Schiavone per discutere delle priorità per potenziare l'azione dei Com.It.Es. e del CGIE.


D. Segretario, innanzitutto, complimenti e auguri per la sua riconferma alla guida del CGIE. Questa nuova consigliatura inizia con numerosi dossier da rivedere. Quali sono le priorità del CGIE per gli italiani all'estero?

R. La ringrazio per i complimenti che mi saranno utili per affrontare la nuova stagione che si è aperta in seguito al blocco al quale sono state sottoposte le attività e la stessa autonomia del Consiglio Generale degli italiani all’Estero. Ci tengo a ricordare che per una discutibile e ingiustificata interpretazione legislativa la durata del mandato del CGIE è stata comparata a quella dell’insediamento dei Com.It.Es. quando è risaputo che per svariati motivi ciò è impossibile. Fatto sta che per quasi un anno e mezzo il CGIE è stato nel limbo, costretto all’ordinaria amministrazione salvo l’espressione di pareri urgenti e indifferibili e, quindi, ha potuto esprimere solo un paio di pareri obbligatori per l’elevazione di grado di due consolati in America latina. Il CGIE in questa nuova consigliatura riparte da zero perché in seguito alla pandemia il mondo è cambiato, come sono ugualmente cambiati i bisogni e le necessità dei nostri connazionali che negli ultimi 10 anni hanno visto raddoppiare il numero degli iscritti all’AIRE. L’Italia a differenza di quanto si dice e si legge nella stampa mainstream è ridiventato un paese di emigrazione e bisognerà rivedere e riformare, cercando di adeguare all’oggi, le normative che interessano gli italiani all’estero. Servirà un raccordo tra il nostro organismo e le istituzioni, il parlamento e il governo per definire degli obiettivi comuni da raggiungere e realizzare. Nel fenomeno migratorio mondiale, comunque, ci siamo anche noi con i nostri punti di forza e le nostre debolezze.

D. Una delle riforme cruciali per la sopravvivenza dei Com.It.Es. e del CGIE è sicuramente il dibattuto metodo dell'opzione inversa. Cosa intende fare per convincere il governo a concedere a tutti il diritto di voto per eleggere i Com.It.Es. e, inoltre, una elezione diretta per eleggere i Consiglieri CGIE?

R. Sappiamo che le mezze soluzioni per garantire i diritti civili e politici non portano da nessuna parte. Gli scienziati che in passato hanno avuto l’idea di imporre l’opzione inversa per il voto dei Com.It.Es., mossi da ingiustificate ristrettezze economiche, hanno commesso un peccato mortale per la rappresentanza perché hanno contribuito a screditarla facendo abbassare tantissimo la partecipazione e di conseguenza minandone la credibilità e l’immagine. Quella scelta oltre ad essere incostituzionale è anche lesiva dei diritti fondamentali che maturano con la cittadinanza e il riconoscimento del singolo cittadino. Il CGIE, come ha già fatto nel 2017, provvederà a presentare un testo legislativo di base da consegnare al Parlamento e al Governo per permettere la maggiore partecipazione elettorale possibile, facendo riferimento ai dettami costituzionali che vogliono il voto universale espresso nella maniera seguente: diretto, libero e segreto. Non è da escludere l’introduzione del voto elettronico e dell’eventuale doppia modalità che tenga anche in considerazione il voto per corrispondenza ma senza l’opzione.

D. Lei ricorderà che sono stato molto critico nei confronti del CGIE nella passata legislatura, poiché non riusciva ad avere un dialogo costruttivo con i governi. Crede che con la sua esperienza sarà possibile migliorare la situazione con questa compagine politica?

R. Il CGIE non è mai stato subalterno ai governi che si sono succeduti perché la sua autonomia lo mette in una botte di ferro nei rapporti con l’esecutivo e con le altre istituzioni. Il CGIE deve continuare a svolgere il proprio ruolo di consulenza in autonomia con i governi e con le istituzioni e deve intervenire là dove vengono meno le condizioni per far affermare le proprie prerogative. L’emigrazione italiana da secoli viene derubricata come una valvola di sfogo per combattere la disoccupazione interna. Oggi, invece, ha bisogno e dovrà creare le condizioni per far rientrare in patria i propri cittadini agevolandone i rimpatri per contribuire allo sviluppo e al progresso del Paese, che pur restando uno dei paesi più progrediti al mondo, è chiamato a fare dei grandi passi avanti per rimanere competitivo in ogni ambito produttivo, della vita sociale e culturale. Lo sbandieramento del Made in Italy non può durare a lungo se non si realizzano le condizioni promosse dalle nostre comunità all’estero, che hanno fatto vivere ovunque nel mondo il senso dell’italianità.


D. Considerando i numerosi problemi, soprattutto di natura finanziaria, che i Com.It.Es. affrontano e la scarsa considerazione che talvolta ricevono, pensa di istituire una politica di maggiore ascolto per i Com.It.Es. che si troveranno in difficoltà?

R. Le difficili condizioni in cui versano i Com.It.Es. dovranno essere risolte riconoscendo loro le risorse finanziare necessarie per svolgere i compiti e lo scopo della loro istituzione. La scorsa legge finanziaria ha falcidiato non sono i Com.It.Es. ma l’intero comparto delle politiche per gli italiani all’estero. Sono stati tagliati 79 milioni di euro! A queste condizioni chiunque annaspa. Il CGIE di recente ha chiesto al governo il recupero di almeno mezzo milione di euro per permettere ai Com.It.Es. di giungere alla fine dell’anno senza il rischio di chiudere. Insisteremo affinché questa iniezione di risorse possa essere realizzata. Nel mese di settembre abbiamo previsto una riunione con tutti i Com.It.Es. nel mondo per cercare di porre rimedio a delle pratiche amministrative che spesso li penalizzano, mentre sappiamo con certezza che lo spirito di moltissimi di questi Comitati è costruito su basi solide e sull’irrinunciabile conoscenza dei territori di rappresentanza.


D. Come si evince dal titolo, ho una personale preoccupazione riguardo al fatto che, senza cambiamenti legislativi, i Com.It.Es. e il CGIE saranno destinati a scomparire, lasciando maggiore spazio alle rappresentanze diplomatiche per gestire completamente la comunità italiana all'estero. Condivide questa preoccupazione?

R. Direttore mi dispiace contraddirla ma fino a quando ci sarà consapevolezza che questi organismi sono utili, restano indispensabili per rappresentare le istanze dei nostri connazionali. È importante che continuino a farsi valere e a svolgere le proprie prerogative consapevoli che hanno un mandato popolare, che nelle democrazie vale molto di più del potere esecutivo.


Ringraziamo il Segretario Michele Schiavone e gli auguriamo pieno successo per questo suo secondo mandato.


(carmelo vaccaro*\aise) * coordinatore saig




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