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Brasilia : l’Ambasciata celebra la Giornata Nazionale del Migrante Italiano in Brasile

BRASILIA - Si è celebrata il 21 febbraio, la Giornata Nazionale del Migrante Italiano in Brasile, Paese dove risiede la più grande collettività di italo-discendenti al mondo, stimata in circa 32 milioni di persone, cui si aggiungono circa 730.000 cittadini italiani. Per l’occasione, l’Ambasciatore d’Italia, Francesco Azzarello, insieme a tutta l’Ambasciata ed alla Rete diplomatico-consolare ed ai membri del Sistema Italia tutto in Brasile, ha voluto rivolgere alla comunità italiana, italo-brasiliana e a tutti gli amici brasiliani, i suoi “migliori auguri, sempre in una prospettiva di ampliamento e rafforzamento dei già fortissimi, sinceri e vivi rapporti bilaterali”.

Numeri che danno la dimensione dei legami di sangue tra Italia e Brasile: sono circa mille le società italiane che, nei decenni, hanno sempre creduto nel Brasile ed investito in settori strategici, contribuendo alla crescita del Paese. Per non parlare del contributo che hanno dato anche scienziati e ricercatori, architetti e ingegneri, fotografi e cuochi, pittori e scultori, uomini di cultura ed imprenditori, solo per fare qualche esempio, senza dimenticare il ruolo fondamentale delle donne, pilastro della difficilissima vita familiare e sociale iniziale dei nostri connazionali.

La Giornata Nazionale del Migrante è stata significativamente istituita per omaggiare il popolo italiano, onorare i discendenti degli immigrati e celebrare l'importanza che la comunità italiana ha rappresentato - e tuttora rappresenta - per la costruzione e lo sviluppo del Brasile.

È stata istituita con la Legge n. 11.687 del 2 giugno 2008, firmata dall’allora Vicepresidente della Repubblica José de Alencar. Si celebra ogni anno il 21 febbraio in ricordo della storica spedizione di Pietro Tabacchi a Espírito Santo, nel 1874, evento che simboleggia l'inizio del processo di migrazione di massa degli italiani in Brasile, pur preceduti da arrivi più limitati in diversi altri stati del Paese. Tra il gennaio e il febbraio di quell’anno la nave “La Sofia”, partita da Genova, portava in Brasile i 386 migranti trentini e veneti che lasciavano l’Italia su invito di Tabacchi il quale, stanziatosi in Brasile già dal 1850, era proprietario di una fazenda nella regione di Santa Cruz (attuale Aracruz) chiamata “Nova Trento” proprio in omaggio alla sua terra natale.

È, questa, una storia di ormai un secolo e mezzo, che parla le lingue dei due Paesi e intreccia dialetti e tradizioni regionali. Dal calcio alla vinificazione, dall’ingegneria alle biotecnologie, dalla tutela dell’ambiente alla ricerca, gli italiani hanno dato e continuano a dare vita ad un crogiuolo di scambi incredibilmente ricco, che l’Italia e il Brasile intendono continuare ad esplorare e valorizzare.



(aise)

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