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Algeri: Il documentario italilano incontra quello algerino all’IIC

ALGERI - Dal 12 dicembre, e sino al 15 l’Istituto Italiano di Cultura di Algeri presenta una rassegna di cinema italiano e algerino, quattro proiezioni di docufilm presentati al Festival RIF-DOC, tenutosi a Relizane dal 23 al 26 novembre scorsi. La rassegna ha avuto l’obiettivo di promuovere la cultura del cinema documentario presso il pubblico algerino, di incoraggiare i giovani cineasti alla produzione documentaristica attraverso un supporto teorico e pratico, di sviluppare lo scambio fra cineasti algerini e internazionali, rafforzare le reti dei professionisti del cinema e incentivare il dibattito sulle sfide economiche, culturali ed estetiche del cinema documentario.

Il programma della rassegna su apre oggi, lunedì 12 dicembre, alle ore 18 con “Isole” di Mario Brenta e Karin de Villers, seguito dal dibattito con il regista italiano collegato da remoto. Domani, martedì 13 dicembre, alle ore 17 sarà la volta de “La barca” di Luisa Izzo e alle 18 di “Transumanze” di Andrea Mura. Infine giovedì 15 dicembre la rassegna si chiuderà alle ore 18 con “143, rue du Désert” di Hassen Ferhani.

Biografie dei registi

Andrea Mura, diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, ha realizzato come regista, operatore e montatore vari film documentari, cortometraggi e sport pubblicitari partecipando a vari Festival Internazionali tra i quali Festival del Mediterraneo di Marsiglia, Minority Film festival di Husum (Germania), Immagini e suoni dal mondo (Firenze). È attratto dalle tradizioni popolari, vicine e lontane, che trovano spesso spazio nei suoi lavori con un’attenzione alle contaminazioni con la contemporaneità e all’emergere di nuove prospettive. Svolge inoltre attività di formazione al linguaggio audiovisivo attraverso laboratori nelle scuole, presso centri SPRAR e associazioni che si occupano di disagio mentale e sociale. Dal 2014 cura la direzione artistica del Sole Luna Doc Film Festival che si svolge a Palermo e a Treviso.

Mario Brenta, veneziano, regista cinematografico, docente di cinematografia presso l’università di Padova, presso ACT Multimedia Cinecittà e presso Ipotesi Cinema, il laboratorio cinematografico fondato da Ermanno Olmi a cui collabora fin dalle origini. Attivo sia nel campo della fiction che in quello del documentario ha realizzato diverse opere cinematografiche – fra cui Vermisat (lungometraggio di esordio girato con pochissimi mezzi che è stato considerato la rivelazione dell’anno), Jamais de la vie! (1983) presentato a Cannes, Effetto Olmi (1982), Robinson in laguna (1985) entrambi presentati a Locarno, Maicol (1988) con il quale torna alla fiction con una storia notturna, metropolitana, minimale e terribile di una ragazza madre e del suo bambino di cinque anni che ottiene il premio “Film et Jeunesse” a Cannes, Barnabo delle montagne, opera filmica di realismo magico tratta dal primo romanzo di Dino Buzzati, realizzata in coproduzione con Francia e Svizzera e con l’apporto di Rai Uno è stato presentato in concorso a Cannes e ha ottenuto un po’ dovunque prestigiosi riconoscimenti: Premio Italia Cinema e Società, Gran Premio al Festival del Mediterraneo di Montpellier Premio per la Migliore Regia e Premio Speciale della Critica al Festival Internazionale del Cinema Latino di Gramado (Brasile). In campo televisivo, svariate le sue collaborazioni con la Rai, France 2, Arté/ La Sept.

Karin de Villers, antropologa e cineasta belga, firma nel 1990 il suo primo documentario Je suis votre voisin che ottiene a Cannes il FIPA d'Oro divenendo un film cult nel suo genere. Continua su questa linea con Le Petit Château (1999), Comme je la vois (2001), Luc de Heusch. Une pensée sauvage (2007), ottenendo ancora riconoscimenti e premi a livello internazionale, cosi come tutti i suoi film successivi realizzati in co-regia con il cineasta italiano Mario Brenta: Calle de la Pietà (2010), Agnus Dei (2012), Corpo a Corpo (2014), Black Light (2015), Delta Park (2016), Il Sorriso del gatto (2019), Vanitas (2020) e da ultimo Isole (2021). Dopo aver lavorato per un lungo periodo alla diffusione del cinema belga presso il CBA (Centro dell'Audiovisivo di Bruxelles), attualmente insegna sceneggiatura cinematografica e anima diversi atelier e seminari presso festival, scuole e associazioni culturali.

Luisa Izzo, nata a Monza, si laurea in Storia del Cinema tra Milano, Torino e Parigi. Lavora ai documentari SmoKings e Guardians of the Lights occupandosi di ricerca e produzione per i Festival di Cinema Bergamo Film Meetings e Filmmaker. La barca è il suo primo corto documentario realizzato nell’ambito di FilmapAtelier di Cinema del reale di Ponticelli.

Hassen Ferhani, cineasta algerino, ha esordito nella regia nel 2006 con il cortometraggio Les Baies d’Alger, poi selezionato in numerosi festival internazionali. Ha poi diretto un altro corto, Le vol du 140 (2008), durante un workshop sul documentario organizzato da La Fémis. Dal 2009 lavora inoltre come assistente alla regia e nel 2010 ha diretto con Nabil Djedouani il documentario Afric Hotel, presentato ai festival Vision du réel e al Fid Marseille. Roundabout in My Head è il suo primo lungometraggio. Inoltre, ha vinto il premio per il miglior regista emergente nella sezione Cineasti del Locarno Film Festival, per il suo documentario 143, rue du Désert.

(aise)

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