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Visti per studio: EduItalia e Asils scrivono a Vignali (Dgit)

ROMA - Associazioni da sempre attive nella promozione dell’Italia come destinazione di studio, EduItalia e Asils hanno inviato una lettera al Direttore generale per gli italiani all’estero della Farnesina, Luigi Maria Vignali, e al Capo Unità Visti, Stefano Bianchi, per esprimere la loro “profonda preoccupazione” per le difficoltà che gli studenti stranieri stanno riscontrando nel rilascio del visto.

Difficoltà che, sottolineano le due associazioni, “stanno minando la credibilità internazionale dell’Italia quale meta di destinazione di studio ancor più in un periodo in cui si registra un enorme potenziale interesse per studiare in Italia”. Per EduItalia e Asils questa situazione è dovuta, da un lato, dalla “carenza di personale” nei Consolati che causa “enormi ritardi”, e, dall’altro, “la richiesta di pregressa conoscenza della lingua italiana”, “riesumata” dopo anni. Nel chiudere la lettera – inoltrata per conoscenza anche al segretario generale della Farnesina, Ettore Sequi, e al Direttore Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale, Pasquale Terracciano – le due associazioni chiedono un incontro al Maeci per confrontarsi su come superare criticità che stanno mettendo in difficoltà “l’immagine del sistema Study Abroad italiano all’estero e a rischio centinaia di posti di lavoro”. Di seguito il testo integrale della lettera. “Premesso che Chi Vi scrive rappresenta Eduitalia -associazione di 113 scuole di lingua, istituti specializzati nei programmi Study Abroad americani, Accademie e Università pubbliche e private- che da anni ha relazioni con il MAECI con il quale in questi anni, con senso di responsabilità e passione, abbiamo interagito in decine di occasione favorendo un incremento del flusso studentesco internazionale; Giusto per fare alcuni esempi dei rapporti con il MAECI: a) dal 2006 i Sottosegretari con delega alla Cultura hanno introdotto l’edizione annuale della nostra Guida Study in Italy; b) siamo parte di gruppi di lavoro quali a oggi quelli degli Stati Generali della Lingua Italiana, l’Osservatorio Nazionale della Lingua Italiana in Usa, il Turista delle Radici; c) il prossimo 13 ottobre si svolgerà all’Ambasciata d’Italia a Washington la X^ edizione della Eduitalia Award Ceremony che vedrà la partecipazione di tutti i Consolati Italiani in Usa in video collegamento; d) lo scorso aprile all’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul abbiamo fatto una presentazione con 180 studenti dei licei italiani; e) per come potrà confermare S.E. l’Ambasciatore Terracciano (nel suo precedente ruolo di Ambasciatore d’Italia a Mosca) Eduitalia è stata il principale partner del programma PRIA gestito dall’ Ufficio Istruzione (oltre 150 borse di studio per gli studenti dei concorsi indetti dall’Ufficio Istruzione e partecipazione di Eduitalia a tutte le cerimonie di premiazione)…e tanto altro la presente viene scritta in collaborazione con Asils, associazione nota al MAECI che rappresenta 50 scuole di lingua italiana di qualità. Tutto ciò premesso per esprimere la nostra profonda preoccupazione per due distinte problematiche legate al visto studio che stanno minando la credibilità internazionale dell’Italia quale meta di destinazione di studio ancor più in un periodo in cui si registra un enorme potenziale interesse per studiare in Italia.

1^ problematica: la carenza di personale e gli enormi ritardi. In alcuni Uffici Visti del mondo, cosa mai successa negli ultimi 16 anni, vi sono studenti in lista di attesa per un appuntamento visto in alcuni casi fino a 4 mesi. Studenti che, invece di godersi l’estate con l’emozione di un imminente viaggio da pianificare in Italia, si sono ritrovati per mesi nel limbo di un appuntamento non dato e senza ricevere alcuna informazione per mesi. Studenti che, in preda alla preoccupazione di perdere l’anno accademico abroad, hanno disdetto interi percorsi accademici e scelto altre nazioni. Ci è stato riferito da rappresentanti delle Istituzioni - che almeno in alcuni sedi - il problema è la carenza di personale. Sia chiaro che continuano a esservi numerosi Uffici Visti perfettamente funzionanti e che vi è riconoscenza per i Consolati che, nonostante siano dichiaratamente a corto di personale, si sono fatti in quattro per accogliere tutte le richieste pendenti con studenti che, in alcuni casi, sono riusciti a ottenere un appuntamento anche il giorno prima della partenza. Ciò che crea seri danni all’immagine dell’Italia non è solo la cattiva pubblicità che proviene dal singolo studente (che amplificherà il tutto con la potenza dei social) ma le future decisioni di agenzie, provider, responsabili di relazioni internazionali i quali -sotto pressione per le lamentele degli studenti e delle loro preoccupate famiglie- faranno il possibile per non porsi in futuro il problema eliminando l’Italia dal panorama delle proposte internazionali che vengono offerte agli studenti 2^ problematica: la richiesta pregressa conoscenza della lingua italiana Questa seconda problematica riguarda le sole scuole di lingua italiana (settore che- secondo i dati MAECI- conta fino a 30.000 studenti l’anno interessati ad apprendere la lingua italiana). In tal senso dal 2006 a oggi l’Italia ha sempre concesso il visto studio a chi, provenendo da nazioni a rischio migratorio zero e con motivazioni fondate, voleva studiare la lingua italiana pur senza pregressa conoscenza della stessa. La Lingua italiana - come ci siamo detti al MAECI in decine di riunioni soprattutto nelle more degli Stati Generali della Lingua - è una lingua amata e vuole appresa sia in sé per la sua musicalità e fascino ma anche perché la lingua della moda, del design, dell’arte, della cucina, delle occasioni professionali e… tanto altro ancora. Mai dal 2006 a oggi vi erano stati dinieghi da nazioni a rischio migratorio zero basati sulla sola ragione della mancata conoscenza della lingua italiana; a titolo esemplificativo mai vi sono stati dinieghi come quello che ha ricevuto quest’anno una 24enne di origine italiana laureatasi negli USA che sognava post-laurea di fare un anno sabbatico in Italia per studiare la lingua madre dei suoi genitori e nonni e che aveva come unica colpa quella di non avere ancora già studiato la lingua italiana. Dal 2006 a oggi tale tipologia di visti è sempre stata concessa grazie alla circolare DGIT protocollo 306/409 152 del 2006 con la quale il MAECI ha dato il via libera a migliaia di visti per lo studio della lingua italiana pur senza conoscenza pregressa della lingua italiana, in quanto ( recita la circolare) “la mancata o scarsa conoscenza della lingua italiana non può costituire a priori impedimento al rilascio del visto di studio”… “Tenendo dunque ben presente tale concetto, si conferma che non può esistere alcuna preclusione nei confronti dei corsi di lingua e cultura italiana, come invece alcune errate interpretazioni della Circolare 14/2001 hanno lasciato intendere, specie nel caso di domande di visto per studio presentate da cittadini di Paesi non soggetti ad obbligo di visto”. Ora il sistema delle scuole di lingua è sotto shock in quanto –senza che si riesca a capire chi e come lo abbia deciso con centinaia di posti di lavoro in ballo- la legge che viene applicata (che non fa diretto riferimento ai corsi di lingua italiana) è la seguente: “I requisiti per la concessione di un visto di studio sono quelli dell’articolo 44bis comma 2 lettera a) del DPR 394/1999, sono che i corsi debbano essere di livello superiore, a tempo pieno e di durata determinata, verificata la coerenza dei corsi da seguire in Italia con la formazione acquisita nel Paese di provenienza”. Purtroppo è stata fissata come paletto la necessità di essere in possesso di un B1 o B2. Tutto quanto sopra premesso per chiedere con cortesia ed urgenza una tavola rotonda per discutere: In relazione alla prima problematica: quali sono le soluzioni per poter evitare i ritardi negli appuntamenti? Siamo disponibili anche a collaborare con gli Uffici Visti (per esempio con linee guida da concordare onde evitare, come probabilmente succede, che gli stessi siano invasi da richieste degli studenti)? È possibile in qualche modo discutere la ragione per la quale un funzionario ha deciso che, quanto statuito dal MAECI dal 2006 al 2021 non valga più… riesumando una legge datata 1999 che non fa specifico riferimento allo studio della lingua italiana? Vi chiediamo ciò in quanto lo stesso MAECI nel 2006 decise di annullare gli effetti di una circolare del 2001 che imponeva la conoscenza della lingua facendo sì che dal 2006 al 2021 mai ci fossero stati tali tipi di diniego per le nazioni a rischio migratorio zero (ovvero tutte quelle per cui non occorre il visto per meno di 90 gg). In relazione alla 2^ problematica il Capo dell’Unità Visti (ufficio sempre disponibile al dialogo) ha suggerito a Eduitalia e Asils di trovare una soluzione di natura normativa in quanto la norma crea comunque problematiche interpretative. Proveremo a farlo, ma vi chiediamo di aiutarci a comprendere la ragioni per la quale una norma del 1999 ha sostituto una decisione con la quale il MAECI dal 2006 a oggi ha dato pieno sostegno al settore delle scuole di lingua e di venire incontro al nostro sistema applicando nuovamente la circolare del 2006. In rischio la immagine del sistema Study Abroad italiano all’estero, a rischio centinaia di posti di lavoro”.



(aise)

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