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Amburgo: tappe a Roma e ad Ascoli Piceno con il progetto dell’IIC #andarpercaffè

AMBURGO - Due nuove tappe nell’Italia Centrale per il progetto virtuale dell’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo #andarpercaffè. Cominciato il 31 maggio 2022, il progetto che va alla scoperta dei caffè storici in giro per l’Italia è arrivato a più della metà del suo viaggio raccontando le storie, gli arredi originali, le testimonianze fotografiche e letterarie delle più importanti caffetterie italiane, che raccontano un affascinante pezzo della storia del Belpaese. Nelle due nuove tappe ci sono il Caffè Meletti ad Ascoli Piceno, nelle Marche, e il Caffè Greco a Roma, nel Lazio. Due luoghi di ritrovo e punti di riferimento iconici delle loro città. Ubicato nella centralissima piazza del Popolo, lo storico Caffè Meletti è stato inaugurato la sera del 18 maggio 1907 per volontà di Silvio Meletti, l’industriale di liquori noto per la produzione dell’Anisetta Meletti. Grazie all’opera dell’ingegner Enrico Cesari e del pittore decoratore Pio Nardini, prende così vita un elegante bar in stile liberty composto di uno spazio per la consumazione in piedi, uno spazio ampio per la consumazione a sedere e uno per la pasticceria. Gli interni del locale ricalcano lo stile tipico di un caffè ottocentesco partendo dagli affreschi del soffitto, alle appliques e ai lampadari in ottone fino ai divani rivestiti di morbido velluto verde muschiato, ai tavolini rotondi con piano di marmo bianco di Carrara, ai dipinti dall’artista milanese Giuseppe Moneta, alle sedie di tipo Thonet con impagliatura di Vienna, alle colonne in ghisa con il capitello fruttato e alla caratteristica scala a chiocciola in legno intagliato. Tutti elementi che contribuiscono, ancora oggi, a renderne unica l’atmosfera. Il locale fu per molti anni sede del “Senato”, sodalizio dei notabili della città e tra il 1908 e il 1910 fu più volte visitato da Re Vittorio Emanuele che lo decretò “Fornitore della Real Casa”. Per “la coerenza che lo lega alle strutture in un tutto inscindibile, per l’unitarietà, essendo rimasto, salvo qualche piccola variante, nello stato originario, per l’eleganza delle linee e del decoro che ne fanno un raro documento di stile liberty nella regione marchigiana, e perché luogo preferenziale di incontro socio-culturale che ha rivestito in passato e che oggi continua a mantenere, tanto da essere soprannominato il Senato”, il Caffè Meletti nel 1981 è stato dichiarato dal Ministero dei beni culturali e ambientali ‘Locale di interesse storico e artistico’. Dopo una chiusura che ne ha messo a rischio la continuità, nel 1996 il Caffè Meletti è acquistato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno che lo restituisce alla città nel 1998, dopo un’attenta opera di restauro conservativo. I successivi adeguamenti strutturali e tecnologici, conclusi nel novembre del 2011, hanno riportato il bar e il ristorante al prestigio e al fascino di un tempo. L’Antico Caffè Greco fu istituito nel 1760 e deve il suo nome all’origine greca del suo fondatore, Nicola della Maddalena. Oltre ad essere il caffè più antico di Roma, è il secondo più antico d’Italia (dopo il Caffè Florian a Venezia). Ritrovo di artisti e intellettuali italiani e stranieri fin dal XIX secolo, crocevia della mondanità e della cultura negli anni ’60 e ’70, è stato più volte ritratto in schizzi e dipinti, e ha avuto tra i suoi frequentatori nomi illustrissimi, come Schopenhauer, Franz Liszt, Stendhal, Wagner e Orson Welles. Si tratta di un luogo in cui si respira un’atmosfera densa di fascino, con il suo arredamento ottocentesco che si mescola all’aroma di caffè e al profumo d’arte. Al suo interno sono esposte, infatti, più di 300 opere e cimeli storici, che ne fanno una delle più grandi gallerie d’arte privata aperte al pubblico, e ne raccontano la lunga ed illustre storia fatta di intellettuali, letterati e grandi personalità. Tra gli autografi, le pitture, i disegni, le fotografie e le lettere conservati al Caffè Greco spicca una lettera anonima del 1910, successivamente identificata in una missiva del conte Ludovico Pecci, nipote di papa Leone XIII: in essa il Conte ricordava l’assidua frequentazione giovanile del locale da parte del futuro pontefice. Da qui la leggenda secondo la quale, se un cardinale si fosse seduto ad un tavolo del Caffè Greco, sarebbe diventato papa. Ancora oggi, il carattere letterario di questo locale non si è perso. Infatti, nella celebre sala Omnibus, ogni primo mercoledì del mese si raduna il cosiddetto Gruppo dei Romanisti, studiosi e accademici specializzati in studi sulla Capitale. Un luogo prezioso, che al suo interno mantiene intatte le tracce di un’epoca passata con i suoi personaggi e le loro illuminanti discussioni: chiunque entri nel Caffè Greco non può che restare affascinato dalla sua atmosfera leggendaria, dagli interni eleganti e dai celebri tavoli dai pregiati marmi antichi.



(aise)

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